«È il 29 novembre 1812. Il generale Éblé incendia i cavalletti dell’ultimo ponte sulla Beresina per salvare il salvabile della Grande Armata, nella sua disastrosa ritirata. I russi stanno per attaccare. Una zattera carica di disperati approda con violenza sulla riva della salvezza. Scrive Balzac: «Il conte, che era sul bordo, rotolò nel fiume. Nel momento in cui cadeva, una lastra di ghiaccio gli tagliò la testa, e la spinse lontano, come una palla di cannone».
Allo stesso modo, nel Maestro e Margherita di Bulgakov, la testa di Berlioz viene mozzata dalle ruote del tram e rotola saltellando sul selciato. Sono due immagini che un lettore difficilmente dimentica. Ma quella di Balzac ha una funzione chiave proprio perché inserita in quel racconto breve, potente e suggestivo che è Adieu, ‘addio’... [continua a leggere la recensione di Romano A. Fiocchi 👇👀]»
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Script&Books: Adieu
Recensione [Libri] 05/05/2026 18:59:17
