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Di prossima pubblicazione

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In libreria dal 27/03/2026
Copertina: fotografia ed elaborazione grafica di Antonella Rapezzi. Arcate dell’acquedotto mediceo che ha rifornito Pisa di acqua potabile dalla fine del XVI secolo fino a tutto il XX.

Copertina: fotografia ed elaborazione grafica di Antonella Rapezzi. Arcate dell’acquedotto mediceo che ha rifornito Pisa di acqua potabile dalla fine del XVI secolo fino a tutto il XX.

Rancore
Concetta D’Angeli

collana Romanzi | n. 21

Lingua: italiano
copertina flessibile: 14x21 mm - pp. 224
ISBN: 9791280223586

prezzo: € 17,10
18,00 € -5%
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data di pubblicazione: 27/03/2026


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Mentre nel mondo infuria un male oscuro che ricorda la peste (il Covid), quattro amiche di vecchia data fuggono da Firenze dove abitano, e insieme si rifugiano in un casolare isolato della campagna toscana. Nella sospensione del tempo e nella convivenza forzata affiorano emozioni discordanti, irrompe il passato e scardina sicurezze, sovverte sentimenti, identità; le amiche sono obbligate a un confronto drammatico, alleggerito da episodi comici o grotteschi, reso attraverso una lingua multiforme, movimentato dalla continua alternanza delle voci e dalla variazione delle prospettive. Sebbene la morte resti il pensiero dominante, imprevedibili vie di fuga sembrano aprirsi nel finale, nuove speranze accendersi – o forse sono illusioni, miraggi di occhi che non sanno più vedere, così come, nel terrore provocato da un male che appariva inarrestabile, risultò appannato e infido ogni sguardo umano.
Per contrastare il rischio della smemoratezza, alla narrazione fa seguito una cronistoria della pandemia, che documenta la progressione del morbo, il numero dei decessi, e s’intreccia con le riflessioni eccentriche dell’autrice, sulla scorta di un film amato: Gli uccelli di Hitchcock.

*

«La città è avvolta nel silenzio; non è la quiete delle prime ore della domenica, che ospita il sonno prolungato e l’attesa della festa; questo silenzio è cupo, inquietante, rende aliena la città e le toglie senso, pensa Matilde rabbrividendo.»

*

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In libreria dal 17/04/2026

L’empio Enea
Giuliano Gramigna

collana Romanzi | n. 22

Lingua: italiano
copertina flessibile: 14x21 mm - pp. 200
ISBN: 9791280223593

prezzo: € 16,15
17,00 € -5%
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data di pubblicazione: 17/04/2026


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Un padre anziano, un figlio non più giovane, una stessa abitazione borghese a ospitarli, un corridoio su cui si affacciano le rispettive camere, e intorno la grigia e indaffarata Milano dei primi anni Settanta. Due voci narranti, che raccontano sé e l’Altro a capitoli alternati; due soggetti legati non da affetto, cura, amorevolezza, ma da odio, rancore, insofferenza.
Rovesciando il pius Aeneas dell’Eneide, nell’opera di Giuliano Gramigna si dà l’ennesima versione, moderna e nutrita di sapere psicoanalitico, di un’aspra contesa, il conflitto tra genitore e primogenito, ma anche un’allegoria della schizofrenia che separa in due parti non comunicanti e persino nemiche una medesima psiche, o della paranoia moderna che ingabbia ogni Sé in una rete di relazioni minacciose con l’esterno. Indossiamo, leggendo, di volta in volta uno sguardo senile ma profondamente analitico sul mondo e sulla vita, e uno invece intriso di frustrazione, di desideri violenti, di ansie brucianti. Trovano posto, in questo rimpiattino esistenziale, una riscrittura parodica dei grandi classici dell’epica, Omero e Virgilio, una corrosiva satira contemporanea dell’Italia del capitalismo avanzato, una riflessione sulle relazioni tra genitori, figli e coniugi, e persino una lucida disamina della società dei media e dei simulacri, allora ai suoi albori.
Quarto romanzo di una serie di sette, a seguire il Marcel ritrovato (1969), anch’esso riproposto da Il ramo e la foglia, L’empio Enea squaderna pagine degne, per inventiva linguistica e forza comica, di Gadda e Bianciardi, tra Joyce e Lacan. Uscito nel 1972 e mai più ristampato, è uno degli ultimi grandi romanzi italiani del Novecento.

*

«Ho detto voci così per dire, sono bisbigli come bisbiglierebbe la materia, spazi fra cosa e cosa, presenze-assenze; un formicolio. Tutto questo mi ha forato senza fatica da parte a parte, circola dentro, m’imbeve. Il tremito della mano se prendo la biro per scrivere non è il tremito solito dei vecchi: è la vibrazione di ciò che sfiata continuamente dentro e fuori di me. La forma che ha preso il dolore? Sento che non dovrei essere più io se mai lo sono stato, che non è più questo il mio posto.»

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In libreria dal 22/05/2026
In copertina: Gustave Doré,

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Inferno
Pedro Eiras

collana Poesia | n. 15

Lingua: italiano-portoghese
Traduzione di Claudio Trognoni

copertina flessibile: 149x195 mm - pp. 248
ISBN: 9791280223609

prezzo: € 15,20
16,00 € -5%
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data di pubblicazione: 22/05/2026


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Libro d’esordio poetico di Pedro Eiras e primo movimento di una trilogia in dialogo con Dante, Inferno propone un’escatologia dei tempi moderni: un affresco delle anime dannate di oggi e delle loro pene. Figure attraversate da colpa, dolore e contraddizione, osservate con uno sguardo insieme critico e compassionevole. Attraverso una scrittura di forte tensione etica e civile, Eiras costruisce un inferno contemporaneo che interroga la società in cui viviamo senza rinunciare, mai, all’empatia verso l’altro.

Testo a fronte in portoghese.
Traduzione e postfazione di Claudio Trognoni.

*

Ciò che vediamo è terribile.
Ma è molto peggio
ciò che non vediamo,
perché non sappiamo
che cosa non vediamo.

*

Claudio Trognoni è nato a Roma nel 1985. È docente di lingua portoghese e traduzione presso l’Università “Tor Vergata” di Roma.
Ha tradotto in italiano opere di autori portoghesi come Al Berto, Fernando Cabral Martins, David Machado e António Franco Alexandre. È membro del Centro de Literaturas e Culturas Lusófonas e Europeias dell’Università di Lisbona e lavora presso l’ufficio culturale dell’Ambasciata del Portogallo a Roma.

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