«Cosa faresti, se la persona che amavi e credevi morta riapparisse d’un tratto? E se fosse viva, ma irriconoscibile? Se non potesse riconoscerti a sua volta?
Su questi interrogativi angosciosi è costruito Adieu (“Addio”), un racconto che Honoré de Balzac scrisse nel 1830 e confluito nella sua colossale raccolta La commedia umana (1842). Il riferimento del titolo è alla Divina Commedia dantesca e certamente, in fatto di “inferno dei viventi”, Balzac sapeva il fatto suo.
Anche Adieu cita la famosa iscrizione sulla porta infernale, quando descrive come dolente (in italiano nel testo originale) il villaggio di Studzianka. Nei suoi pressi, infatti, ha avuto luogo la battaglia della Beresina (1812): un episodio della campagna napoleonica in Russia che fu particolarmente tragico, quantomeno per l’esercito francese. Esso contò infatti moltissime perdite e la sua ritirata non fu arrestata. Balzac descrive minutamente la fame, il freddo, la desolazione e la stanchezza dei soldati napoleonici, ridotti alla pura animalità e quasi alla follia. In tutto questo, c’è il colonnello Philippe de Sucy: innamorato fin dall’infanzia di Stéphanie de Vandières, ha dovuto accettare di vederla sposata con un generale molto più vecchio di lei. La loro relazione, però, non si è mai interrotta. Entrambi gli amanti si sono ritrovati nell’inferno della Beresina, poiché lei era al seguito del marito. Nell’estremo sforzo di salvare Stéphanie e il suo consorte, Philippe ha costruito una zattera sul fiume che ha dato il nome alla battaglia. Il generale, tuttavia, non è sopravvissuto e la donna è rimasta completamente alla mercé dei soldati, della solitudine e della fame... [continua a leggere la recensione di Erica Gazzoldi👇👀]»
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Le porte dei sogni: Adieu: amore e follia secondo Balzac
Recensione [Libri] 27/06/2026 15:33:12
