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Notizie » «La figliata»: riflessione di A. Piscitelli su Immacolata intercessione

Recensione [Libri] 19/11/2021 12:00:00

📝 «La rappresentazione più recente del rito propiziatorio partenopeo ce la offre il film di Ferzan Ozpetek, Napoli velata (2017). La recita emula un fenomeno noto agli psicologi come “sindrome della couvade”, una vera e propria sintomatologia psicosomatica presente nei maschi alla prima gestazione della consorte. Percepiscono i disturbi della gravidanza o addirittura le doglie del parto. In termini antropologici si sa che, presso alcune popolazioni primitive, gli uomini fingono il travaglio dello sgravio per prepararsi alla paternità.
A Napoli il cerimoniale, oggi ripetuto come spettacolo per turisti, ha radici antichissime, probabilmente greco-romane, e potrebbe essere legato al culto di Ermafrodito e alle sue lontane origini asiatiche (Shiva e Parvati fusi in una forma androgina, Ardhanarishvara). L’intreccio di credenze e liturgie della fertilità ha sempre una spiccata simbologia erotica e spesso prelude alla confusione dei ruoli sessuali. Potrebbe trattarsi di inconsapevole anamnesi dello stadio embrionale nel quale femminilità e mascolinità erano confuse e indistinte. Quale che sia la spiegazione razionale delle odierne tradizioni, c’è probabilmente in ciascuno di noi come un senso di incompiutezza, per ciò che non siamo o non siamo potuti diventare. Le donne che vorrebbero essere uomini e gli uomini che vorrebbero essere donne sono l’apice di un’aspirazione più o meno consapevole all’intersessualità. Come spiegare, altrimenti, che consuetudini di antichissima fonte stentino ad estinguersi e che, anzi, trovino nuova linfa nelle rivisitazioni della contemporaneità? Immacolata intercessione di Carlo Kik Ditto è probabilmente l’aggiornamento di usanze necessarie alla sopravvivenza, in termini antropologico-culturali, di una comunità. Le ritualità sociali, piaccia o meno, sono il collante di una collettività che non vuole essere soffocata da innovazioni esogene. A dispetto della risibile ambientazione americana, il romanzo di Ditto racconta Napoli e le sue dissacranti manifestazioni pubbliche, che non al folclore alludono, ma a una primigenia identità. Così “la figliata” è qualcosa di più e di diverso dalla rappresentazione del pittoresco. È espressione di un atto di fede nel novero infinito delle possibilità. Che un uomo partorisca è surreale; ma la somma divinità nella quale crede Unicorn, se può infrangere le leggi di natura e rendere gravida una vergine attraverso una mistica fecondazione, può ben concedere, per grazia, a un maschio di partorire. Poco importa che gravida resti una transessuale, sta di fatto che la femminilità artatamente acquisita diventi autentica nella dimensione onirica e irrazionale del racconto. [...]»

Ringraziamo Antonio Piscitelli per la riflessione su “Immacolata intercessione”, il nuovo romanzo di Carlo Kik Ditto, pubblicata su LaRecherche.it 👇👀

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