Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, 1908 – Torino, 1950) è stato uno dei più grandi intellettuali, poeti e scrittori del Novecento italiano. Laureatosi con una tesi sulla poesia di Walt Whitman, lavorò intensamente come traduttore dall’inglese, introducendo in Italia i giganti della letteratura americana contemporanea, da Melville a Faulkner.
Figura centrale della casa editrice Einaudi, ne plasmò la linea editoriale e diresse storiche collane, tra cui la celebre “Collana viola” dedicata all’antropologia e al mito. La sua produzione letteraria, che spazia dalla poesia (Lavorare stanca) alla saggistica, trova la sua massima espressione nei romanzi, dove esplora con ossessiva lucidità i temi della solitudine, del mito, delle radici contadine e dell’incomunicabilità. Tra i suoi capolavori si ricordano Paesi tuoi, La casa in collina e Il compagno. Nel giugno del 1950 riceve il Premio Strega per La bella estate.
La luna e i falò, pubblicato nell’aprile dello stesso anno, rappresenta il suo testamento letterario e spirituale, la sintesi perfetta della sua intera poetica. Pavese si toglierà la vita pochi mesi dopo, nell’agosto del 1950, a Torino.
