«C’è un verso di Lord Byron che Vincenzo Patanè ha scelto come titolo del suo primo romanzo: “Le parole sono oggetti reali. Una piccola goccia d’inchiostro, cadendo come rugiada su un pensiero, produce ciò che fa pensare mille, forse milioni di persone”.
Una dichiarazione di poetica, sì. Ma anche un atto di fiducia. Perché Una piccola goccia d’inchiostro (Il Ramo e la Foglia Edizioni, Roma 2025) è esattamente questo: una goccia che, cadendo su una storia vera, la trasforma in pensiero condiviso.
Il libro nasce da un ritrovamento casuale: sessantasei lettere che lo zio dell’autore, Elvio, scrisse a sua madre tra il 1953 e il 1965. Lettere “bellissime, grondanti di umanità e di vigore”, rimaste per anni dimenticate in un cassetto. Raccontano la vita di un uomo che, nel tentativo di essere sé stesso, si scontrò con un mondo che non aveva le parole – né la volontà – per accoglierlo.
Ciò che Patanè costruisce a partire da questo materiale epistolare è molto più della semplice biografia di uno zio scomparso nel 2013. È un affresco potente e necessario che intreccia magistralmente tre piani... [continua a leggere la recensione di Patrizia Poggi 👇👀]»
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La Voce di New York: Una piccola goccia d’inchiostro
Recensione [Libri] 09/04/2026 19:50:01
