«L’ultima raccolta poetica di Alessio Vailati è un viaggio intenso – e a tratti immaginifico – che scava nella Storia con un’intensità disarmante. Prendendo spunto da alcune tra le più iconiche fotografie vincitrici del prestigioso Premio Pulitzer, Vailati rende inizialmente omaggio all’intento documentaristico che tanto fu caro al celebre giornalista ungherese, istitutore del riconoscimento, virando poi, con una grazia d’altri tempi, su ciò che della vicenda umana resta, prepotente nella sua bellezza e nell’ineluttabilità del suo destino, su questa Terra.
Ognuno dei trenta componimenti, i cui titoli si specchiano in quelle celeberrime immagini, contestualizzandole nel tempo e nello spazio, sembra serbare dentro di sé il racconto tragico, doloroso, ma a tratti salvifico della storia dell’uomo, dalla Seconda guerra mondiale alla contemporaneità. Un racconto denso, che gioca su toni dal forte impatto emotivo, e che simboleggia nella sua essenza una prepotente dicotomia: quella tra la gioia e la sofferenza, l’Inferno e il Paradiso, la Vita e la Morte. Il confine è labile, talvolta nella cruda realtà sembra addirittura opinabile, in un repentino cambio di prospettiva. Dove si trova, davvero, il baratro della nostra esistenza? A volte basta solo una parola, un aggettivo che appare estemporaneo, una metafora inaspettata, a svelare – come in una maledetta epifania – l’arcano... [continua a leggere la recensione di Deborah Benigni👇👀]»
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L’Epoca Culturale: La mappa del dolore
Recensione [Libri] 08/03/2026 11:00:00
