«Alla fine si deve concludere questo: che in una scheda come in una recensione o in un ritratto o in un articolo, quello che conta è che a un certo punto venga fuori una particella critica: due parole, cinque, dieci, un brano, un nesso, insomma una porzione di discorso che possa essere estrapolata, tirata fuori e tenuta da conto; qualcosa da appuntare, da tenere a mente perché, da sola, aiuta a fissare un punto utile.
Cristina Campo, in una lettera a Leone Traverso, spiegava che in dieci o venti righe si può in fondo dire tutto di un libro e specificamente lo dichiarava a proposito del parlarne in radio.
Paolo Ruffilli si direbbe la pensi allo stesso modo e ne dà bellissima dimostrazione in Incanto e disincanto, suo importante volume pubblicato di recente da Il ramo e la foglia e nel quale propone un personale excursus tra le “voci della poesia italiana del Novecento”... [continua a leggere la recensione di Simone Gambacorta👇👀]»
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il germe: Incanto e disincanto
Recensione [Libri] 16/03/2026 11:00:00
