«La differenza tra l’inferno dantesco e quello, rappresentato in questo ottimo libro di Pedro Eiras, edito da Il ramo e la foglia (di 239 pagine a sole 17 euro), è che quest’ultimo è contemporaneo, attuale, terreno. All’inferno ci vanno i morti per punizione. L’inferno di questo eccellente libro è un inferno che punisce i vivi e non sappiamo neanche se a punirci sia Dio, il caos o il Nulla e neanche in fin dei conti se i vivi sono già morti, né se esiste distinzione tra vivi e morti. Così abbiamo un deserto presumibilmente nichilistico di sagome indistinte, di zombie erranti, che neanche si chiedono il motivo del loro destino. Insomma è lo scacco matto del mondo assurdo su questa razionalità umana troppo limitata senza più alcuna fede. Eiras ci insegna che oggi l’inferno è questa deumanizzazione costante, che fagocita tutto e tutti. È un inferno senza catabasi perché il poeta e professore portoghese non ha bisogno di nessuna discesa agli inferi; infatti tratta e descrive i nostri inferni quotidiani, sia reali che virtuali, internettiani, la cui unica via d’uscita è paradossalmente la morte. In questo Occidente postmetafisico, postmorale, d’altronde, non si può che descrivere l’inferno terreno e farlo in modo postmoderno, come fa il nostro poeta portoghese, cioè con citazioni colte e ludiche, che costituiscono una rete di richiami e rimandi. In questo senso questa raccolta è ancorata al presente soprattutto ma con uno sguardo retrospettivo sulla tradizione del pensiero occidentale e rappresenta l’inferno odierno, quello più cupo, ovvero senza la prospettiva né la speranza del sogno e del futuro... 👇👀»
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Il Mago di Oz: Inferno
Recensione [Libri] 26/05/2026 11:00:00
