«Ricordo come fosse ieri, superata la fase più acuta della pandemia, l’acceso dibattito scaturito nell’ambiente letterario sul modo in cui sarebbe stato possibile raccontare ciò che ci aveva travolti. La marea non si era ancora acquietata e già ci si interrogava sul metodo, quasi fosse una questione tecnica, con cui tradurre in forma narrativa un’esperienza destinata a entrare nei libri di storia. Ricordo anche i primi parsimoniosi tentativi, al di là delle iniziative a scopo più o meno benefico, e un romanzo in particolare che, fra tutti, che si assunse l’onere di aprire una strada: Tredici lune di Alessandro Gazoia, esperimento singolare, minimale nel concept e nelle location, che allora si poteva leggere soprattutto come un gesto di coraggio ma in cui la pandemia restava comunque una minaccia “esterna”, qualcosa da poter chiudere fuori le porte di casa.
Ho ripensato a quella storia, mentre leggevo Rancore, nuova uscita editoriale di Concetta D’Angeli, non solo per il fil rouge tematico che lega entrambi i romanzi ma anche per questa scelta comune di mantenere la pandemia come uno scenario di sfondo, piuttosto che un protagonista... [continua a leggere la recensione di Stefano Bonazzi 👇👀]»
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Satisfiction: Rancore
Recensione [Libri] 22/05/2026 08:30:00
